Angelo D’Urso, insieme a sua sorella Rosa, rappresenta la quinta e nuova generazione alla guida di Curtimaggi, un’azienda agricola con radici profonde che risalgono alla fine dell’Ottocento a Villa Castelli.
La storia di Curtimaggi è segnata dalla passione e da svolte coraggiose, come quella del padre Francesco, che negli anni ’60 rifiutò un posto fisso in fabbrica per dedicarsi alla terra di famiglia. La sua visione ha trasformato una piccola realtà in un’impresa che oggi gestisce 500 ettari e oltre 40.000 ulivi.
Nel 2011, con la nascita del frantoio di proprietà, l’azienda ha iniziato a produrre il proprio olio biologico, controllando l’intera filiera.
Oggi, Angelo, studente di Agraria, porta avanti questa eredità unendo tradizione e innovazione. Con la creazione di un nuovo brand e l’apertura all’e-commerce, sta proiettando Curtimaggi nel futuro, con la stessa forza e ispirazione che gli ulivi millenari trasmettono ogni giorno.
Spesso associata alla grande industria, la provincia di Taranto custodisce in realtà un’anima agricola profonda e resiliente, un legame con la terra che storie come quella di Curtimaggi dimostrano essere più vivo che mai. Questa azienda rappresenta un potente esempio di come il settore primario non sia solo una tradizione da preservare, ma una scelta consapevole per il futuro del territorio.
La connessione emerge in modo emblematico nella biografia di Francesco D’Urso. La sua decisione di rifiutare un impiego sicuro nel grande siderurgico tarantino, l’Italsider, per dedicarsi anima e corpo all’azienda di famiglia, segna una svolta non solo personale, ma simbolica. È la scelta della terra contro la fabbrica, della coltivazione contro la produzione industriale, una scommessa vinta che ha permesso a Curtimaggi di crescere fino a gestire oggi 500 ettari tra uliveti, vigneti e seminativi alle pendici della Murgia.
Oggi, questa connessione si rinnova con Angelo e Rosa, la quinta generazione. Il loro impegno, che unisce lo studio accademico in Agraria ed Economia al lavoro quotidiano in azienda, smentisce la narrazione di una terra da cui fuggire. Al contrario, la loro è la volontà di investire competenze moderne in un sapere antico, dimostrando che il settore primario può generare valore, innovazione e un’identità forte, radicata negli ulivi millenari che, come sentinelle, vegliano sul futuro di Taranto.
CONTRADA FRANTOIO CURTIMAGGI 9, 74023, Grottaglie, Taranto
Cell. +39 329 3294329